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Cappella Pilotti - PROLOCO VOLVERA

PROLOCO VOLVERA
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Cappella Pilotti

Le chiese

LA CAPPELLA PILOTTI

La cappella Pilotti (“Capela ‘d Pilòt”) è un’opera architettonica di particolare pregio. Si trova alla periferia ovest del paese a ridosso dell’autostrada Torino–Pinerolo.
Nel corso degli anni hanno costruito le più svariate ipotesi sulle origini e sulla denominazione. Qualche vecchio volverese, infatti, sostiene che questo edificio fosse il nucleo di un vecchio monastero; altri affermano fosse collegata da un sotterraneo al castello di Volvera o di Piossasco; qualcuno la erge come baluardo e fortezza alle mire espansionistiche dei signori di Piossasco; c’è chi spiega che viene chiamata “Pilotti” dal nome del proprietario del terreno su cui sorge.

Tutte queste tradizioni orali, arricchite in qualche caso da racconti sulla presenza di spiriti e di “masche” e dal sotterramento nelle sue vicinanze del “Cannone d’Oro” lasciato dalle truppe francesi dopo la Battaglia della Marsaglia il 4 ottobre 1963, hanno creato un alone di mistero attorno alla cappella e sono state sufficienti ad appagare la curiosità della popolazione sulla sua storia e sulle sue vicende.
Sulla base degli scarsi elementi disponibili si possono individuare per la Cappella Pilotti due fasi costruttive. La prima avviata da Giuseppe Pilotto che costruì una cappella votiva, probabilmente conclusa nel 1705, affidandola ai figli con numerosi legami religiosi per il suffragio della sua anima, e una seconda che rispecchia l’attuale costruzione, attuata in tappe successive da uno degli eredi (il teologo Cesare Pilotti) e che terminò nel 1757.

Nella seconda metà del 1800, quando in seguito alla morte del signor Natale Pilotti passò con altri beni in eredità alla Congregazione di Carità di Volvera, la cappella Pilotti perse progressivamente quella dimensione privata che aveva legato fino a quel momento le vicende dell’edificio a quelle della famiglia Pilotti, e diventò un riferimento della vita religiosa volverese durante le processioni delle “rogazioni” o in occasione della festa della  S.S. Trinità a cui è dedicata.
L’uso saltuario della chiesa ha provocato, però, fasi ricorrenti di abbandono e di degrado a cui si è fatto fronte, in epoche successive, con consistenti interventi di restauro.
L’edificio ha una facciata in mattoni a vista con andamento convesso suddivisa su due livelli segnati da una cornice. Alcuni semplici ornamenti mettono in evidenza il rosone ovale e un cartiglio sul quale sono indicate le tappe fondamentali dell’edificio: la fondazione, l’ampliamento, i primi consistenti restauri del 1928 effettuati col concorso spontaneo di tutta la popolazione e gli ultimi, eseguiti della società ATIVA nel 1993–1994, concessionaria dell’autostrada Torino-Pinerolo.
La chiesa conquista il visitatore  per le sue soluzioni architettoniche originali e bizzarre, forse anche a causa dei numerosi cambiamenti apportati al programma costruttivo e per l’aggregazione di due diverse tipologie: la chiesa e la casa per dare alloggio ai cappellani a cui  l’edificio era assegnato.

 
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